
Polish label ZOHARUM just released the third installment in VIDNA OBMANA’s TWILIGHT OF PERCEPTION REDUX VOLUME THREE with music dating between 1996 and 2006 on a triple cd.
For Italy’s SO WHAT critic CESARE BUTTABONI wrote a truly lovely review on this release. It’s in Italian but easily translated in google, if you’re interested.
The 3CD anthology is available here :
SO WHAT REVIEW :
In un’epoca in cui la musica ambient rischia spesso di diventare un genere di sfondo, Third Instalment di Vidna Obmana emerge come un compendio che non si limita a documentare, ma riscrive — per chi ascolta con attenzione — la mappa profonda di un universo sonoro in continua espansione. Raccolti, ordinati e rimasterizzati da Dirk Serries, i tre CD che compongono questa terza parte sistematizzano registrazioni dal 1996 al 2006: frammenti scavati da cassette rare, tracce dimenticate su formati ormai introvabili e momenti sparsi in antologie diverse, ora riuniti in un unico flusso sonoro che pulsa come un organismo levigato dal tempo.
Questa raccolta è al tempo stesso testimonianza e paesaggio — un territorio dove drone, minimalismo e ambient si intrecciano in modi che vanno ben oltre la semplice atmosfera di sottofondo. Le tessiture si dispiegano come ecosistemi sotterranei; i droni profondi non si limitano a ‘suonare’: respirano e si insinuano nello spazio attorno, trascinando l’ascoltatore in un cosmo stratificato di memorie acustiche e tensioni sottili. Ogni pezzo qui contenuto è un frammento di tempo dilatato, un momento catturato tra quiete e movimento, restituendo uno spettro di emozioni che va dal crepuscolare al trascendentale.
Non si può parlare di questo archivio senza riconoscere l’importanza di Vidna Obmana nella storia dell’ambient contemporanea. Nome d’arte di Dirk Serries, Vidna Obmana è stato una figura centrale nel plasmare l’evoluzione del genere, in particolare negli anni ’90 e oltre, con composizioni che hanno saputo espandere i confini del drone, dell’ambient e della musica atmosferica in generale. Il progetto ha influenzato non solo l’estetica stessa del drone ambient, ma anche collaborato con figure chiave della scena, tra cui Steve Roach — con cui ha realizzato opere che vengono ancora considerate fondamentali nel corpus ambient internazionale — e molti altri pionieri del suono meditativo e oscuro.
Questa terza parte funziona quindi su più livelli: come archivio storico, come esperienza immersiva e come ponte tra passato e futuro. La rimasterizzazione di tracce che altrimenti sarebbero perdute consente di percepire con chiarezza quanto l’arte di Vidna Obmana fosse già allora un punto di convergenza tra minimalismo, atmosfera e cosmica introspezione — un punto di vista unico che ha influenzato generazioni di artisti ambient successivi. Il digipack a otto pannelli, arricchito da una grafica meditativa, trasforma l’edizione fisica in oggetto contemplativo: non solo un contenitore, ma un artefatto che stimola l’esplorazione, come se ogni pannello fosse una porta verso un nuovo spazio di suono e silenzio.
Third Instalment non è semplicemente un archivio di rarità: è un cosmo sonoro densamente stratificato, un invito a riscoprire una voce cardine dell’ambient che ha saputo guardare oltre l’orizzonte del genere e, trent’anni dopo, rimane essenziale per chi cerca nell’ambiente sonoro qualcosa di più di un semplice paesaggio passivo — ma piuttosto una profonda esperienza di percezione e memoria.